Siamo finalmente giunti al momento culmine del nostro progetto Eco.Cá realizzato nell’ambito del finanziamento regionale del FUNT – che si basava appunto sulla valorizzazione della Campania come destinazione di qualità per ecoturismo e il birdwatching. Tra il 7 e il 14 aprile abbiamo organizzato un press tour internazionale di birdwatching in Campania, ospitando cinque content creator provenienti da diversi paesi. Il risultato? Un’esperienza che ha superato ogni aspettativa.

Ad accompagnarci in questa avventura sono stati Jacob (birdingwithcob) dall’Australia, Marshall (marshall.travels) dagli Stati Uniti, Jade (natureisakingdom) dal Regno Unito e Lisa (lisasanimalss) e Chiara (chiaratalia_birds) dall’Italia.

Ed ecco qui il report di questa meravigliosa avventura dove proveremo a raccontarvi il tutto mediante le parole e le fotografie (nostre e dei nostri partecipanti).

La Campania, infatti, non è soltanto una delle regioni italiane più conosciute al mondo per il valore dell’offerta turistica in ambito culturale, storico, enogastronomico bensì è anche un territorio meno conosciuto e meno battuto che ha moltissimo da offrire in ambito ecoturistico. Non è solo la patria di Napoli, Capri, Sorrento e Pompei ma anche la “casa” per oltre 200 specie di uccelli (e di numerose altre specie faunistiche) che qui è possibile osservare nel corso delle diverse stagioni.

Durante il corso di questa esperienza la nostra regione non ha strabiliato soltanto i nostri ospiti ma persino noi che, nonostante fossimo abituati a batterla in lungo e in largo nei suoi angoli più reconditi negli ultimi dieci anni, abbiamo comunque scoperto dei nuovi luoghi che ci hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.

Andiamo quindi avanti con il racconto sperando di poter condividere con i lettori almeno una piccola parte di quelle sensazioni che ci hanno accompagnato nel corso di questa esperienza e di poter stimolare, sia in chi la conosce che in chi pensa di conoscerla perfettamente, la curiosità di voler approfondire ulteriormente la conoscenza delle eccellenze naturalistiche della nostra regione.

GIORNO 1

Il primo giorno accogliamo i nostri ospiti con una passeggiata sul lungomare di Napoli, uno dei contesti più suggestivi per un’esperienza di birdwatching urbano. Siamo fortunati: la visibilità è straordinaria e la vista sul Vesuvio e sul golfo sono il miglior modo di cominciare questa avventura.

Cominciamo già con le prime osservazioni tipiche del birdwatching urbano a Napoli e quindi contattiamo i primi Rondoni comuni e maggiori (Apus apus, Tachymarptis melba) gli ultimi Cormorani (Phalacrocorax carbo) della stagione in sosta sulle scogliere frangiflutti, e gli onnipresenti Gabbiani reali (Larus michaellis).

Dopo un aperitivo di benvenuto è il momento della prima cena insieme: pizza ovviamente, e di quelle di qualità eccelsa. Non temporeggiamo eccessivamente però, la mattina dopo ci aspetta la prima levataccia.

Gabbiano reale. Foto di Andrea Senese.

GIORNO 2

Prima dell’alba preleviamo i nostri ospiti in albergo per dirigerci verso sud, la prima tappa del tour prevede infatti la provincia di Salerno.

Anche se la costiera amalfitana non è parte integrante dell’itinerario (l’obiettivo infatti è quello di promuovere destinazioni turistiche alternative anche per diminuire il congestionamento delle aree più turistificate) non resistiamo alla tentazione di sostare per la colazione a Cetara per godere durante il tragitto di uno dei panorami più belli del mondo. Jacob comincia ad andare in frenesia per fotografare la Passera d’Italia che, nonostante sia per molti una specie scontata, è comunque tra i suoi target principali trattandosi dell’unico vero e proprio endemismo in termini di avifauna contattabile nel corso del tour.

Non perdiamo troppo tempo però e ci dirigiamo verso l’Oasi WWF di Persano (Salerno), un luogo che amiamo molto sin dall’infanzia e che non potevamo non includere nel progetto. Quest’area rappresenta uno dei principali hotspot per il birdwatching nel sud Italia, grazie alla varietà di habitat e alla sua posizione strategica lungo le rotte migratorie. Non appena parcheggiamo cominciamo a contattare le prime specie interessanti e Marshall raggiunge un obbiettivo a lungo ricercato: la millesima specie della sua Life list personale, un Nibbio reale (Milvus milvus)!

La migrazione sembra essere abbastanza lenta ma riusciamo ad ogni modo ad osservare alcune delle primissime specie target quali, ad esempio, il Beccamoschino (Cisticola juncidis), il Corriere piccolo (Charadrius dubius) ed il primissimo (del viaggio e, per noi, dell’anno) Culbianco (Oenanthe oenanthe).

Culbianco. Foto di Valerio Giovanni Russo.

Dopo una rapida sosta pranzo ci dirigiamo verso il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, una delle aree potenzialmente più rilevanti per l’ecoturismo in Campania.

È un territorio che abbiamo esplorato, ed imparato ad amare, moltissimo negli ultimi anni, nel corso dei progetti di monitoraggio quali quello del Lupo e R.A.MO.CA. (focalizzato su Roditori arboricoli) e che non vedevamo l’ora di poter valorizzare in chiave ecoturistica.

Qui pernottiamo al meraviglioso agriturismo Terranostra, nostro insostituibile campo base per ogni attività sul territorio, dove ogni volta – questa compresa – siamo accolti come se tornassimo a casa.

Prima, e dopo, la luculliana cena a base di prodotti del territorio ci dedichiamo alla ricerca di anfibi nei dintorni della struttura. Riusciamo ad osservare in poche centinaia di metri e con grande gioia di Lisa soprattutto (che tra l’altro festeggiava il suo compleanno proprio in quel giorno) tante piccole chicche erpetologiche quali il Tritone italiano (Lissotriton italicus), la Rana appenninica (Rana italica), il Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e Raganella italiana (Hyla intermedia).

Raganella italiana. Foto di Valerio Giovanni Russo.

GIORNO 3

Giorno in cui prevediamo, letteralmente, di esplorare il territorio del Parco…dalle montagne al mare. Di primissima mattina ci dirigiamo infatti verso i pascoli in quota dei monti Alburni per godere dello spettacolo paesaggistico e per contattare le specie più caratteristiche degli habitat montani.

Qui osserviamo un gran numero di culbianchi, alcuni coloratissimi Stiaccini (Saxicola rubetra) e Codirossi comuni (Phoenicurus phoenicurus) ed ascoltiamo un altro dei target principali target di molti dei partecipanti: il Torcicollo (Jynx torquilla).

 Ci incamminiamo verso le faggete che caratterizzano questi rilievi, anche con la speranza di osservare da vicino alcune delle specie di picchio più rare – ovvero nero e rosso mezzano – che qui risiedono ma senza fortuna.

La checklist comunque si riempie di specie interessanti, su tutte probabilmente Zigolo muciatto (Emberiza cia) e Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) che sulle montagne della nostra regione hanno una distribuzione alquanto localizzata. Degna di nota è anche l’osservazione di una delle eccellenze erpetologiche nazionali: l’Ululone appenninico (Bombina variegata pachypus).

Ululone appenninico. Foto di Valerio Giovanni Russo.

Ci rimettiamo in viaggio verso la costa e, dopo esserci rifocillati presso uno dei nostri forni preferiti, raggiungiamo Sapri. Qui pernotteremo all’Hotel Pisacane, splendida struttura di gusto proprio sul lungomare della cittadina cilentana.

In termini di birdwatching siamo qui prevalentemente per concentrarci sulla foce del Bussento, uno dei siti più interessanti per il birdwatching durante la migrazione primaverile, portato alla ribalta negli ultimi anni dall’amico Andrea Sorrentino che su queste sponde è riuscito, grazie ad una costanza leggendaria, a registrare alcune delle osservazioni più interessanti in ambito regionale e non solo.

Prima di dirigerci a cena, immersi in un paesaggio spettacolare grazie anche ad una spiccata nitidezza, ci dirigiamo sulla spiaggia (dove proprio Andrea, il giorno precedente, aveva contatto un Culbianco isabellino!).

Fatta eccezione per numerosi culbianchi (di cui purtroppo nessun isabellino), l’osservazione più interessante è quella di una Tortora selvatica (Streptopelia turtur) che stremata riposa sulla battigia per qualche secondo prima di ripartire verso nord (osservazione sfuggente purtroppo fatta unicamente da Valerio). Alla foce invece contattiamo un maschio di Moriglione (Aythya ferina) intento a rifocillarsi lungo il canneto. Per cena, ospitati dall’ottima Bottega dei Golosi, abbiamo modo di far conoscere ai partecipanti molte delle eccellenze enogastronomiche cilentane.

Cena alla Bottega dei Golosi. Foto di Chiara Talia.

GIORNO 4

All’alba decidiamo di fare un’ulteriore visita alla foce del Bussento per cercare di ottenere maggiore fortuna rispetto a quella avuta il tramonto della sera prima ma la giornata sembra piuttosto sottotono per ciò che concerne l’arrivo di migratori. Riusciamo comunque ad osservare da molto vicino uno splendido esemplare di Airone rosso (Ardea purpurea), lifer per alcuni dei nostri ospiti e prima osservazione dell’anno per noi.

Trascorriamo il resto della mattinata godendoci il panorama mozzafiato dal belvedere di Ciolandrea, in assoluto uno degli spot più suggestivi del Parco. Non ci sono particolari emozioni da segnalare per quanto riguarda l’osservazione dei rapaci (target principale della mattinata) ma, per fortuna, oltre a goderci il paesaggio unico abbiamo la fortuna di poter osservare a lungo un meraviglioso, e poco comune, esemplare di Monachella (Oenanthe melanoleuca) in sosta migratoria.

Monachella. Foto di Valerio Giovanni Russo.
Airone rosso. Foto di Valerio Giovanni Russo.

Riprendiamo il cammino e ci spostiamo verso nord-est dove, presso il suggestivo borgo di Caggiano, veniamo deliziati da un ottimo pranzo – avente come protagonista principale il carciofo – presso la locanda Severino.

Destinazione finale della giornata è il borgo di Collianello. Qui pernottiamo nel centro antico in cui alcuni edifici storici danneggiati dal terremoto dell’Irpinia che sono stati recuperati per fungere da albergo diffuso, gestito da Il Borgo dei Normanni.

GIORNO 5

Il nostro “migrare verso nord” ci porta quindi alla scoperta dell’Irpinia e del Sannio per approfondire la conoscenza delle aree più interne della Campania, che rappresentano una risorsa ancora poco valorizzata per il birdwatching e l’ecoturismo in Campania, ma con un potenziale enorme.

Trascorriamo infatti la mattinata sulle sponde del lago di Conza effettuando diverse osservazioni interessanti in una cornice paesaggistica già nel pieno del suo splendore primaverile. Ascoltiamo i primi Usignoli (Luscinia megarhynchos) e soprattutto riusciamo ad osservare per qualche istante un Torcicollo.

L’osservazione più degna di nota della mattinata è però quella di alcuni esemplari di Marangone minore (Microcarbus pygmaeus), specie considerata un tempo rarissima in Campania. Questa negli ultimi anni, probabilmente a partire dalle popolazioni pugliesi, ha avviato un’espansione verso occidente che coinvolge soprattutto gli invasi artificiali dell’entroterra Campano.

Lago di Conza. Foto di Valerio Giovanni Russo.

Durante il percorso, mentre ci spostiamo verso la provincia di Benevento, godiamo dello splendido paesaggio rurale che caratterizza questi territori. Prima di pranzare nel borgo di Morcone effettiamo alcune rapide soste nella zona a valle dell’invaso di Campolattaro, un territorio che conosciamo molto bene in quanto è stato teatro di ben due progetti di monitoraggio che ci hanno portato a frequentare spessissimo queste zone per ben 4 anni.

Nella prima sosta facciamo visita ad un fontanile, prezioso punto di riproduzione per Lissotriton italicus e Triturus carnifex, che abbiamo contribuito a tutelare, nel secondo (con la speranza di contattare i gruccioni che purtroppo non sono ancora arrivati) esploriamo le sponde del torrente Tammarecchia. Qui un giovane e spavaldo esemplare di Nibbio bruno (Milvus migrans) ci concede di osservarlo volteggiare a pochissimi metri di distanza.

Per pranzo decidiamo di concederci un drink rinfrescante da Riohana, il bar del nostro compianto amico Mattia che ci ha di recente lasciato, e del fratello Mirko che insieme al papà Clemente ci riservano una splendida e commossa ospitalità.

È tempo quindi di tornare a quote maggiori in quanto la tappa successiva interesserà il neonato Parco Nazionale del Matese.

Dopo aver attraversato la località di Bocca della Selva, ancora ammantata di bianco per le ingenti nevicate delle settimane precedenti, giungiamo all’Agriturismo Falode, sulle sponde del lago Matese dove, dopo esserci rifocillati, ci concediamo le meritate ore di riposo notturno.

GIORNO 6

Il Lago Matese è uno dei siti più interessanti per l’osservazione di anatidi e specie rare nel contesto del birdwatching in Italia meridionale e, per l’esplorazione delle sponde del lago, abbiamo la fortuna di poter fare affidamento su un vero top player: Ottavio Janni. Ottavio è un nostro amico di vecchia data e, oltre ad essere uno dei birdwatcher più esperti stimati in Italia e non solo, è un local a tutti gli effetti.

Quando lo incontriamo al punto panoramico dal quale si gode il panorama matesino in tutta la sua magnificenza Ottavio ha, senza fare un passo, già contattato oltre 40 specie in meno di un’ora. Tra queste ben due esemplari di Tarabuso (Botaurus stellaris), specie tutt’altro che semplice da osservare in regione.

Lago del Matese. Foto di Jade Hopcroft.
Il nostro ospite d’eccezione: Ottavio Janni. Foto di Valerio Giovanni Russo.

Purtroppo i mitologici ardeidi non si lasceranno osservare anche da noi. Nel corso della mattinata riusciamo comunque a compilare una ricca checklist (soprattutto di anatidi per i quali non speravamo di rilevare una così amplia diversità di specie in questo periodo) con highlights come la Marzaiola (Spatula querquedula) e soprattutto Moretta tabaccata (Aythya nyroca) una delle anatre più rare e minacciate in Europa meridionale.

Moretta tabaccata. Foto di Jade Hopcroft.

Ringraziato Ottavio per l’accompagnamento di eccezione, è nuovamente tempo di scendere verso la costa per esplorare l’area litoranea della provincia di Caserta.

Raggiunta la foce del Garigliano purtroppo è inevitabile fare menzione dell’inquinamento diffuso, cosa che colpisce in negativo non soltanto i nostri ospiti ma anche noi che – pur frequentando da circa 20 anni questi luoghi – mai ci abitueremo. La zona però riserva sempre sorprese e riusciamo ad osservare e fotografare un’altra delle specie più ricercate nel corso dei nostri tour di birdwatching in Campania: il Gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), uno dei laridi più eleganti d’Europa.

La giornata non finisce qui però. La struttura che ci ospiterà è Villa Matilde Avallone, azienda vitivinicola molto nota, circondata da un’area planiziale coltivata prevalentemente a vigna. Quale area migliore per cercare di fotografare un target che ancora non abbiamo aggiunto alla lista? Quale? L’Upupa (Upupa epops) ovviamente. Chiara è la prima ad osservarla e chiama a raccolta tutto il gruppo che così può godere dell’osservazione di una delle specie più iconiche della fauna mediterranea, foraggiare tra i vigneti, alla magica luce del tramonto.

Upupa tra le vigne di Villa Matilde. Foto di Jade Hopcroft.

Dopo una interessante visita alle cantine ci rifocilliamo con un’ottima cena nel ristorante della struttura e siamo pronti per recuperare le forze in vista di una delle giornate più promettenti dell’intero tour, quella dedicata al litorale domizio.

GIORNO 7

Il Litorale domizio, ovvero quella fascia di territorio che si estende dal Lago Patria fino al confine con il Lazio a Nord, è un’area tristemente nota per una lunga serie di emergenze ambientali e sociali ma, per chi si interessa di avifauna, è famosa anche per la ricchezza di specie che la contraddistingue in ogni periodo dell’anno.

Grazie all’intricato susseguirsi di aree umide, di diverse dimensioni e tipologie, che sono riuscite a resistere ai vari interventi di bonifica implementati nel corso degli ultimi due secoli, l’area è ancora oggi uno degli hotspot più interessanti per il birdwatching in Italia.

E, come sempre accade, il litorale non ci delude.

Il primo hotspot che visitiamo è l’Oasi dei Variconi, sulla sponda destra del fiume Volturno. La giornata è caratterizzata da sferzanti raffiche di vento e non c’è molto a volare sulle nostre teste. La spiaggia però è piena di vita e di colori con molte specie di passeriformi migratori che foraggiano nella vegetazione retrodunale. Le Cutrettole (Motacilla flava) in gruppo si muovono mentre gli stiaccini si spostano tra un arbusto e l’altro. È però alla foce che facciamo le osservazioni più interessanti. Le condizioni meteo spingono grossi numeri di uccelli a pescare nell’immediata vicinanza della foce. Osserviamo Gabbiani corallini (Ichthyaetus melanocephalus), Beccapesci (Thalasseus sandvicensis) tuffarsi tra le onde e soprattutto almeno due esemplari, di morph scuro, di Labbo (Stercorarius parasiticus) cimentarsi nella loro specialità, ovvero nel rubare le prede appena pescate alle altre specie, un fenomeno noto con il nome di cleptoparassitismo.

Labbo e beccapesci. Foto di Valerio Giovanni Russo.

Rientrando verso il van un gruppo di Fistioni turchi (Netta rufina) ci sorvola. Sono sempre belli i Variconi, particolarmente in primavera, ma non possiamo tardare oltre. Una nuova area da esplorare ci aspetta.

Ad attenderci all’Oasi Lipu di “Le Soglitelle” c’è Rino Esposito, responsabile dell’Oasi. Questo è uno dei luoghi in Campania a cui siamo più affezionati, un’area ricchissima di specie (tra gli hotspot con più specie segnalate su eBird del panorama nazionale) ma soprattutto un luogo simbolico dove ben si legge il dualismo di questa terra tra chi punta a devastare il patrimonio naturale e chi prova quotidianamente a tutelarlo. L’Oasi occupa un territorio che, per lunghi anni, ha rappresentato una sorta di paradiso per i bracconieri gestito dalla malavita. Qui, all’interno di corpi d’acqua semi-artificiali costruiti apposta per quest’obiettivo, venivano ogni anno abbattuti migliaia di esemplari di uccelli. La Lipu, supportata dalle forze dell’ordine, dalle istituzioni e soprattutto da una battagliera comunità di attivisti locali, riuscì in passato a contrastare e bloccare il fenomeno fino a trasformare l’area in una zona protetta. Oggi alle Soglitelle vengono – grazie anche al grande lavoro svolto dalla Stazione di Monitoraggio SMFVS – censite circa 200 specie di uccelli ogni anno. Un record prezioso, che testimonia come la tutela ambientale possa trasformare un’area degradata in un punto di riferimento per il birdwatching e la conservazione della biodiversità.

Durante il corso della nostra esplorazione, anche in compagnia di un altro amico e birdwatcher leggendario della zona (Alessandro Motta) dell’area abbiamo la fortuna di osservarne alcune delle più interessanti tra quelle presenti in questo periodo. Sicuramente i Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) sono le star più attraenti per i nostri ospiti internazionali. Jacob non vedeva l’ora di poterli osservare da vicino, ma anche tutti gli altri sono emozionatissimi. Forse leggermente meno appariscenti ma di altrettanto rilievo sono le osservazioni di altri uccelli caratteristici di questi habitat così peculiari ovvero l’Avocetta (Recurvirostra avosetta), la Pernice di mare (Glareola pratincola) e la Sterna zampenere (Gelochelidon nilotica).

Fenicotteri rosa. Foto di Jade Hopcroft.

Dopo una meritata sosta in uno dei migliori caseifici locali, ci spostiamo verso i Campi Flegrei: un’area che, a differenza del litorale domizio, è caratterizzata principalmente da paesaggi vulcanici e che può dare la possibilità di osservare specie interessanti.

La prima tappa è dunque il Lago di Fusaro: un sito particolarmente indicato per l’osservazione del Gabbiano corso che, durante i mesi invernali, è solito sostare sulle numerose boe presenti nel lago. Nonostante l’assenza della specie, i nostri ospiti hanno comunque apprezzato la location evocativa, concedendosi un veloce pranzo con vista sulla Casina Vanvitelliana che sovrasta le acque.

Ci dirigiamo quindi verso la struttura che ci accoglierà per la notte: l’hotel Cala Moresca, nello splendido setting diCapo Miseno, e dalla quale è possibile ammirare l’intero Golfo di Pozzuoli, contemplando quello stesso paesaggio che da millenni ha affasciato coloro che hanno avuto il privilegio di osservarlo, da Plinio a Goethe.

Per cena non abbiamo potuto non scegliere un ristorante specializzato in un menù di mare, che ci ha deliziato con alcuni dei migliori prodotti del Golfo. È inoltre l’occasione perfetta per celebrare il compleanno di Jade, un’altra dei nostri ospiti, che, come Lisa, speriamo abbia trasformato le osservazioni fatte in regali.

GIORNO 8

Dopo la sveglia nell’idilliaco contesto di Capo Miseno, è purtroppo giunto il tempo di rientrare a Napoli, dove saluteremo i nostri ospiti.

Non riusciamo a resistere alla tentazione di un ultimo momento di birdwatching, e decidiamo di fare un veloce salto ai Laghi d’Averno e di Lucrino che, sebbene non regalino nuove specie rispetto a quelle già osservate nei giorni precedenti, ci permettono comunque di celebrare la conclusione del tour con qualche ultima osservazione.

Arrivati alla fine di questa intensa settimana, quello che portiamo a casa è molto più di una semplice lista di specie osservate, per quanto ricca e soddisfacente possa essere stata. Restano impressi i momenti condivisi, le levatacce prima dell’alba, le risate durante i trasferimenti, gli sguardi increduli davanti a paesaggi inaspettati e a incontri che, per molti dei nostri ospiti, rappresentavano veri e propri traguardi personali: come ad esempio Jacob, che durante il tour ha avuto modo di visitare il paese da cui la sua famiglia è emigrata decenni fa, prima di trasferirsi in Australia.

Ma, forse ancora più importante, portiamo con noi una consapevolezza rinnovata: anche per noi, che da anni percorriamo la Campania in lungo e in largo, questo viaggio è stato un’occasione per scoprire angoli nuovi, dettagli mai notati, prospettive diverse.

È la conferma che questo territorio custodisce ancora un potenziale enorme, ancora in buona parte inesplorato, che rende la Campania una delle destinazioni più promettenti per il birdwatching e l’ecoturismo in Italia. Se questo press tour è stato un successo, lo è stato anche perché ha dimostrato – a noi e ai nostri ospiti – che la Campania può essere molto più di ciò che già è.

CHECKLIST

  1. Volpoca (Tadorna tadorna)
  2. Marzaiola (Spatula querquedula)
  3. Mestolone (Spatula clypeata)
  4. Germano reale (Anas platyrhynchos)
  5. Codone (Anas acuta)
  6. Alzavola (Anas crecca)
  7. Fistione turco (Netta rufina)
  8. Moriglione (Aythya ferina)
  9. Moretta tabaccata (Aythya nyroca)
  10. Moretta (Aythya fuligula)
  11. Tuffetto (Tachybaptus ruficollis)
  12. Svasso maggiore (Podiceps cristatus)
  13. Berta maggiore (Calonectris diomedea)
  14. Cormorano (Phalacrocorax carbo)
  15. Marangone pigmeo (Microcarbo pygmaeus)
  16. Cicogna bianca (Ciconia ciconia)
  17. Airone cenerino (Ardea cinerea)
  18. Airone rosso (Ardea purpurea)
  19. Airone guardabuoi occidentale (Bubulcus ibis)
  20. Garzetta (Egretta garzetta)
  21. Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus)
  22. Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus)
  23. Falco di palude (Circus aeruginosus)
  24. Nibbio reale (Milvus milvus)
  25. Nibbio bruno (Milvus migrans)
  26. Sparviere (Accipiter nisus)
  27. Poiana (Buteo buteo)
  28. Falco pellegrino (Falco peregrinus)
  29. Gheppio (Falco tinnunculus)
  30. Folaga comune (Fulica atra)
  31. Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus)
  32. Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus)
  33. Avocetta (Recurvirostra avosetta)
  34. Corriere piccolo (Charadrius dubius)
  35. Piro-piro piccolo (Actitis hypoleucos)
  36. Piro-piro boschereccio (Tringa glareola)
  37. Pantana (Tringa nebularia)
  38. Albastrello (Tringa stagnatilis)
  39. Chiurlo piccolo (Numenius phaeopus)
  40. Combattente (Calidris pugnax)
  41. Pernice di mare (Glareola pratincola)
  42. Labbo (Stercorarius parasiticus)
  43. Gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii)
  44. Gabbiano corallino (Ichthyaetus melanocephalus)
  45. Gabbiano reale (Larus michahellis)
  46. Beccapesci (Thalasseus sandvicensis)
  47. Sterna zampenere (Gelochelidon nilotica)
  48. Piccione domestico (Columba livia var. domestica)
  49. Colombaccio (Columba palumbus)
  50. Tortora dal collare (Streptopelia decaocto)
  51. Tortora eurasiatica (Streptopelia turtur)
  52. Cuculo (Cuculus canorus)
  53. Rondone comune (Apus apus)
  54. Rondone maggiore (Tachymarptis melba)
  55. Upupa (Upupa epops)
  56. Picchio verde (Picus viridis)
  57. Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)
  58. Picchio rosso minore (Dryobates minor)
  59. Torcicollo (Jynx torquilla)
  60. Cappellaccia (Galerida cristata)
  61. Rondine comune (Hirundo rustica)
  62. Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris)
  63. Balestruccio (Delichon urbicum)
  64. Ballerina bianca (Motacilla alba)
  65. Ballerina gialla (Motacilla cinerea)
  66. Cutrettola (Motacilla flava)
  67. Capinera (Sylvia atricapilla)
  68. Occhiocotto (Curruca melanocephala)
  69. Sterpazzola (Curruca communis)
  70. Sterpazzolina (Curruca cantillans)
  71. Merlo (Turdus merula)
  72. Tordela (Turdus viscivorus)
  73. Pettirosso (Erithacus rubecula)
  74. Usignolo (Luscinia megarhynchos)
  75. Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus)
  76. Stiaccino (Saxicola rubetra)
  77. Culbianco (Oenanthe oenanthe)
  78. Monachella (Oenanthe melanoleuca)
  79. Beccamoschino (Cisticola juncidis)
  80. Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus)
  81. Usignolo di fiume (Cettia cetti)
  82. Luì piccolo (Phylloscopus collybita)
  83. Fiorrancino (Regulus ignicapilla)
  84. Scricciolo (Troglodytes troglodytes)
  85. Cinciallegra (Parus major)
  86. Cinciarella (Cyanistes caeruleus)
  87. Cincia bigia (Poecile palustris)
  88. Codibugnolo (Aegithalos caudatus)
  89. Picchio muratore (Sitta europaea)
  90. Rampichino comune (Certhia brachydactyla)
  91. Gazza (Pica pica)
  92. Ghiandaia (Garrulus glandarius)
  93. Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax)
  94. Taccola (Coloeus monedula)
  95. Cornacchia grigia (Corvus cornix)
  96. Corvo imperiale (Corvus corax)
  97. Storno (Sturnus vulgaris)
  98. Passera d’Italia (Passer italiae)
  99. Passera mattugia (Passer montanus)
  100. Fringuello (Fringilla coelebs)
  101. Verdone (Chloris chloris)
  102. Fanello (Linaria cannabina)
  103. Cardellino (Carduelis carduelis)
  104. Verzellino (Serinus serinus)
  105. Strillozzo (Emberiza calandra)
  106. Zigolo muciatto (Emberiza cia)
  107. Zigolo nero (Emberiza cirlus)
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