Lo scorso 17 gennaio ci ha lasciato Mattia Cioccia, un grande amico di K’Nature, un punto di riferimento per la comunità di Morcone, ma soprattutto una persona di una forza e di una gentilezza fuori dal comune. In questo breve contributo vogliamo condividere, con coloro che lo conoscevano e con coloro che non hanno avuto questa fortuna, un piccolo ricordo della nostra amicizia. Ciao Mattia, per sempre con noi.

Nel 2017, con l’associazione Ardea presso il Centro il Centro Musei delle Scienze Fisiche e Naturali di Napoli, organizzai il primo “Corso di introduzione all’Erpetologia“. L’erpetologia è la specifica branca della zoologia che studia Anfibi e Rettili e rappresenta un settore che, per quanto di nicchia, vanta numerosissimi appassionati.

Non mi meravigliai quindi quando il corso, rapidamente, raggiunse il limite massimo di partecipanti. Tra questi figuravano principalmente studenti universitari (Scienze della Natura e Biologia) e pochissimi “outsider” ovvero coloro che non venivano dall’università ma che avevano, ad ogni modo, una passione così forte da fargli valutare la partecipazione ad un corso comunque abbastanza tecnico.

Tra questi outsider c’era, per l’appunto, Mattia. Mattia che, nonostante non avesse mai frequentato l’università, aveva una conoscenza profonda e dettagliata di Rettili e Anfibi, soprattutto di quelli del suo territorio ma, in generale, del mondo intero.

Tra le chiacchiere prima e dopo il corso, cominciai quindi a conoscerlo meglio e a capire che le affinità tra di noi non si riducevano soltanto all’amore per alcuni degli animali più bistrattati (Mattia amava non solo le specie oggetto del corso ma la diversità animale in generale). Un’adorazione che lui mostrava orgogliosamente con i tatuaggi che portava sul corpo e che rappresentavano decine di animali meno noti come Fennec, Tilacino, etc..

Mattia quell’anno non riuscì a partecipare a tutte le lezioni e nemmeno nell’anno successivo quando organizzammo un nuovo corso dedicato, questa volta, alle specie di Anfibi e Rettili presenti in Campania. Non riuscì ad essere presente perché faceva parte da anni nella quotidianità di Mattia quella di dover essere ricoverato in ospedale per una terribile malattia che provava a rovinargli la vita da anni. Eppure, Mattia resisteva.

Ogni volta che doveva assentarsi ci scriveva per scusarsi dell’eventualità e per far presente quanto fosse per lui perdere delle ore di quella che era, a sua detta, un’occasione unica e straordinaria per un appassionato come lui. Riuscì comunque, nonostante queste difficoltà, a completare entrambi i corsi e così, lezione dopo lezione la nostra conoscenza si rafforzò.

Rimanemmo in contatto negli anni seguenti, ogni qualvolta che faceva un’osservazione zoologica interessante il suo primo pensiero era quello di condividerla con noi (e fu così infatti che cominciammo a tenere un registro della fauna della zona che rappresentò il punto di partenza di progetti che portammo avanti in seguito). Numerose volte ci contattava perché qualcuno delle sue zone – conscio di quanto Mattia amasse questi animali – gli aveva richiesto di dargli una mano con un serpente ritrovato nel pollaio. Serpente che puntualmente veniva salvato da morte certa e rimesso in libertà.

Nel 2019 ci fu poi una nuova occasione per incontrarsi in quanto Mattia partecipò, in compagnia di Elena la sua fidanzata storica, ad uno dei primissimi tour di K’Nature, quello in Abruzzo alla ricerca dei grandi Mammiferi. Purtroppo, non vedemmo nessuna delle specie target principali, ovvero orso e lupo, ma fu ad ogni modo un weekend stupendo anche perché mi permise di conoscere meglio Mattia ed Elena.

Nel 2020, quando come K’Nature ottenemmo il nostro primo incarico di monitoraggio dell’avifauna, fummo molto contenti quando ci rendemmo conto che l’area di studio che avremmo dovuto indagare era a pochi km da Morcone. Lì avevamo Mattia.

Cominciammo quindi a frequentare, per tre lunghi anni, Morcone e fu lì che Andrea rafforzò il suo rapporto di amicizia con Mattia. Amore a prima vista anche tra di loro. Passavamo ore nel corso di quello che poi definimmo il nostro “Erasmus a Morcone” (eravamo lì, cumulativamente, per più di due mesi l’anno) a chiacchierare di animali, musica (anche lui come e più di noi un enorme fan dell’hip hop), di pallone e del buon cibo. Anche noi conoscemmo e legammo con gli amici di Mattia e non ci meravigliò molto scoprire che anche loro erano bravissime persone e che anche loro avevano un profondissimo affetto per lui. Allo stesso modo, Mattia seppe creare un legame speciale con tutti i ragazzi che collaborano con K’Nature e con chiunque passasse di lì con noi, facendo nascere spontaneamente una scintilla di amicizia e affetto.

Mattia aspettava sempre con ansia che tornassimo a Morcone e anche noi non vedevamo l’ora di trascorrere del tempo insieme, intorno ad una tavola imbandita, godendoci i prodotti del territorio che puntualmente ci faceva scoprire.

Non amava soltanto gli animali Mattia, amava la vita, lo stare assieme il condividere esperienze, il fare comunità.

Poco dopo su incarico degli amici del WWF Sannio cominciammo un nuovo studio nella zona di Campolattaro/Morcone dedicato, questa volta, alla biodiversità animale più in generale. Ovviamente in questo caso, ogni volta che poteva (e solo la salute e pochissime altre cose riuscivano a fermarlo), Mattia era al nostro fianco. Ci indicava i posti più proficui dove cercare specie interessanti, ci condivideva segnalazioni, ci supportava nelle attività di citizen science, ci accompagnava lungo i transetti.

Fu proprio grazie alla segnalazione di Mattia che riuscimmo a fototrappolare, per la prima volta, lo Scoiattolo rosso in quel territorio. Ma soprattutto fu anche grazie a lui che riuscimmo a raccogliere un ricco database di osservazioni di Anfibi e Rettili che ha portato alla presentazione dei risultati al Congresso Nazionale della S.H.I.. Decidemmo di inserire, meritatamente, Mattia tra gli autori. Ci disse poi che questa era una delle cose che lo aveva reso più felice di sempre e noi gli crediamo.

Mattia e il fratello Mirko, nel frattempo, avevano aperto un bellissimo bar a Morcone (vero, non lo avevo ancora citato fino ad ora ma il suo lavoro era quello di barman). Uno spazio che, stilisticamente, sarebbe stato bene a New York e che invece si trovava in un borgo storico dell’Appennino sannita. Ovviamente a tema giungla, ovviamente con un serpente enorme dipinto sul muro. Ovviamente con una selezione di prodotti curatissima. Ovviamente punto di ritrovo non solo per tutti i giovani di Morcone ma anche per gli animali randagi della zona che sapevano di poter trovare sempre dell’acqua e un po’ di cibo.

Io ed Andrea siamo tornati anche in un paio di occasioni in versione “non zoologo” perché Mattia ci aveva invitato a fare uno dei nostri djset nel suo fighissimo bar. Quanto ci siamo divertiti.

Nel 2024, nell’ambito del progetto sul Gatto selvatico che stavo seguendo per l’Università del Molise, venni a scoprire che uno dei punti di campionamento era a Sepino, a 5 minuti da Morcone, a 2 minuti da casa della nonna di Mattia. Che bello! Una nuova scusa per passare del tempo insieme.

Come sempre, quando la salute glielo permetteva, Mattia mi accompagnava in campo. Non aveva la forza, spesso, di seguirmi per il transetto e, a volte, preferiva aspettarmi in macchina. Ma era lì, sempre e solo per il piacere di trascorrere del tempo insieme. Fu in questi momenti che, più che mai, cominciai a rendermi conto della fragilità di Mattia, di quanto fosse fisicamente faticosa per lui anche la quotidianità.

Eppure, lui faceva di tutto per renderci ottimista come lo era lui, oltre a vivere la vita di tutti i giorni con una voglia rara parlava spesso di progetti, di futuro, di come un giorno sarebbe stato meglio e di come avrebbe potuto venire con noi in una delle nostre spedizioni per fare avverare uno dei suoi sogni, vedere la Lince pardina in Andalusia, trovare un raro cobra in Tailandia. Quanto era un nostro supporter Mattia lo erano, e lo saranno, in pochi, che belle parole dedicava a K’Nature ogni volta che ne aveva la .possibilità

Erano tante le cose che immaginavamo insieme, erano tante le idee che volevamo portare avanti sul suo territorio. Ma così non è stato. Mattia ci ha lasciato, ci ha lasciato con un enorme vuoto. Ha lasciato un enorme vuoto ma anche un esempio per tutti coloro che hanno avuto il piacere di trascorrere del tempo con lui. Forse lo sapeva che questi sogni non si sarebbero mai realizzati, ma ci credeva lo stesso, ci invitava a crederci insieme a lui facendo dell’ottimismo la sua caratteristica che più lo contraddistingueva. O forse la caratteristica che meglio lo contraddistingueva era, nonostante la situazione difficilissima che si trascinava addosso da piccolo, l’assenza di rabbia. Niente gli impediva di guardare al mondo con fiducia, di essere sempre pronto a dedicarsi agli altri (umani o no, non importava).

Ci mancherai immensamente, caro amico nostro, e prima o poi troveremo il modo più congeniale per onorare il tuo nome.

Stiamo già pensando ad una borsa di studio a lui dedicata, ad organizzare qualcosa che lo avrebbe potuto rendere orgoglioso. Così come ha reso orgogliosi noi il fatto di essere suoi amici.

Testo di Valerio Russo

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