Quando il tuo ospite è un birder, o meglio “lister”, che ha girato il mondo e ha visto oltre 3500 specie, la prima domanda che ti viene in mente è… riuscirò a stupirlo?

Quale miglior modo per iniziare un birding tour a cavallo tra Puglia e Basilicata se non con un giro sull’altopiano murgiano nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia? L’area è estremamente interessante dal punto di vista faunistico, grazie alla presenza di specie tipiche delle aree steppiche e semiaride del bacino del Mediterraneo e di un gran numero di rapaci, tra cui una delle più importanti popolazioni a livello mondiale di Grillaio (Falco naumanni).

Il nostro tour ha inizio il primo settembre, quando Vittoria d’Agostino e Simone Todisco, esperte guide ambientali escursionistiche, si recano a Matera intorno alle ore 12:30 per incontrare il Dr. D. Doolittle (quale nome più adatto per un amante degli animali?).

Da Matera si parte per la scarpata murgiana, nel territorio di Gravina in Puglia (BA), dove per quasi tutto il pomeriggio esploreremo il maggior numero di ambienti che l’Alta Murgia sa offrire. Immersi nel silenzio di spazi infiniti, fatti di rocce affioranti, prati incolti, campi arati, zone a pseudosteppa, tra tratturi e masserie, le specie contattate diventano sempre più interessanti.

La prima specie osservata è il maestoso Biancone (Circaetus gallicus) mobbato da una Poiana (Buteo buteo), a contorno e a perdita d’occhio numerosi Grillai intenti nella caccia. Vicino ad una masseria c’è il contesto ideale per osservare Passeriformi: infatti, oltre a gruppi di Passere d’Italia (Passer italiae) e Passere sarde (Passer hispaniolensis), Storni (Sturnus vulgaris) e qualche Taccola (Coloeus monedula), nei campi subito di fronte, vediamo anche il primo Beccamoschino (Cisticola juncidis) e la prima Sterpazzolina comune (Sylvia cantillans).

Biancone. Foto di Cristiano Liuzzi.

Spostandoci lungo la strada sterrata, diversi esemplari di Nibbio reale (Milvus milvus) si fanno ammirare e i primi cenni di migrazione ci fanno imbattere in una bellissima Albanella minore (Circus pygargus) ferma in un campo. Tra i cumuli di pietra, numerosi sono i Culbianchi (Oenanthe oenanthe), qualche Monachella (Oenanthe hispanica), alcuni impettiti Calandri (Anthus campestris) e una curiosa Civetta (Athene noctua) ci osserva cauta da lontano.

Albanella minore. Foto di Cristiano Liuzzi.

Un riflesso azzurro attira la nostra attenzione, sono due meravigliose Ghiandaie marine (Coracias garrulus) e tra un perastro e un mandorlo osserviamo anche prima un’Averla piccola (Lanius collurio) e poco dopo un’Averla capirossa (Lanius senator).

Continuiamo il nostro viaggio lungo la scarpata murgiana, imbattendoci in numerose comitive di Strillozzi (Emberiza calandra) e gruppetti di Cappellacce (Galerida cristata); alcuni folletti giocano a nascondino tra erba e cespugli, tra questi riconosciamo una Sterpazzola della Sardegna (Sylvia conspicillata); in lontananza osserviamo due Corvi imperiali (Corvus corax) fermi in un campo tra decine di Cornacchie grigie (Corvus cornix).

Ghiandaia marina. Foto di Cristiano Liuzzi.

È ora di cambiare zona e dunque ci dirigiamo verso la Diga del Basentello per ammirare il tramonto. Scendendo dalla scarpata ci dirigiamo verso il piccolo borgo di Poggiorsini (BA), dove ci aspetta un meritato caffè.

Mentre proseguiamo verso l’invaso, una nuvola di Uccelli si solleva all’improvviso da un campo; sarebbe passata completamente inosservata perché perfettamente mimetizzata con il campo arato, se non fosse stato per l’attacco sferrato da un Falco pellegrino (Falco peregrinus).

Ci fermiamo per ammirare la scena e contiamo oltre 200 esemplari, tra Strillozzi, Calandre (Melanocorypha calandra), Calandrelle (Calandrella brachydactyla) e Allodole (Alauda arvensis).  Ritorniamo in auto, manca poco all’invaso. La siccità dei mesi passati, ci permette di avvicinarci molto alla riva, dove ci attendono diversi esemplari di Albanella minore, un Falco di palude (Circus aeruginosus) in piena caccia e un fugace Sparviere (Accipiter nisus).

Calandra. Foto di Cristiano Liuzzi.

Montiamo il cannocchiale per guardare i limicoli lungo la riva, osserviamo: Corriere piccolo (Charadrius dubius), Pantana (Tringa nebularia), Gambecchio comune (Calidris minuta), Combattente (Philomachus pugnax); in cielo cacciano i Rondoni pallidi (Apus pallidus) e gruppi di Cormorani (Phalacrocorax carbo) si spostano da un lato all’altro della diga.

Il tramonto è affascinante, magico nel silenzio del lago, Garzette (Egretta garzetta), Aironi cenerini (Ardea cinerea), Aironi guardabuoi (Bubulcus ibis), Aironi bianchi maggiori (Ardea alba) e anche delle Spatole (Platalea leucorodia) sono in piena attività. C’è anche qualche anatra ma ormai è troppo buio e non riusciamo ad identificarle.

Si conclude così il nostro primo pomeriggio di birdwatching con un totale di 48 specie contattate e più di 10 “lifer” per il nostro birder! Arriviamo a Matera che ormai è buio, stanchi ma molto soddisfatti!

Per il secondo pomeriggio ci spostiamo lungo la costa ionica, tra gli stagni retrodunali, le pinete costiere e la foce dell’Agri, tra Policoro e Scanzano jonico (PZ). Purtroppo la giornata si presenta molto calda ed il vento è molto più forte del giorno precedente. Ma non demordiamo. Parcheggiamo e ci spostiamo a piedi.

Un gruppo di una trentina di Garzette ci dà il benvenuto; poco più in là, in una prima pozza intercettiamo un Mignattaio (Plegadis falcinellus) e alcuni Corrieri piccoli e grossi (Charadrius hiaticula); in un lungo canale le prime anatre: Mestoloni (Spatula clypeata), qualche Alzavola (Anas crecca) e dei Germani reali (Anas platyrhynchos). Insieme ad esse qualche trampoliere e gruppetti di Tuffetti (Tachybaptus ruficollis) con alcuni Svassi piccoli (Podiceps nigricollis).

In cielo intanto sfrecciano i Balestrucci (Delichon urbicum) e una quindicina di Gruccioni (Merops apiaster) ci sfila in testa.

Dobbiamo raggiungere la linea costiera e gli stagni a ridosso per trovare il grosso degli uccelli, oltre alle Alzavole e ai Mestoloni già incontrati prima, troviamo Pantane, Pettegole (Tringa totanus), Combattenti, Totani mori (Tringa erythropus), una Pivieressa (Pluvialis squatarola), un Chiurlo maggiore (Numenius arquata), Piro piro piccoli (Actitis hypoleucos), Piro piro boscherecci (Tringa glareola) e dei Piovanelli pancianera (Calidris alpina).

Qualche Folaga (Fulica atra) qua e là sbuca dalla vegetazione ripariale e un Porciglione (Rallus aquaticus) richiama poco lontano.

Il vento è troppo forte per i Passeriformi, che sembrano schegge, ma riusciamo comunque ad individuare i Pendolini (Remiz pendulinus), l’Usignolo di fiume (Cettia cetti) e delle Cutrettole (Motacilla flava). Non mancano gli Ardeidi e mentre proseguiamo anche un grosso Biacco (Hierophis viridiflavus) si lascia osservare, steso al sole nel bel mezzo del sentiero.

Arrivati sul mare gli immancabili Gabbiani comuni (Chroicocephalus ridibundus), corallini (Ichthyaetus melanocephalus) e reali (Larus michahellis) non si lasciano attendere.

Il pomeriggio trascorre rapido e ci ritroviamo nuovamente a ridosso delle 17.00. Un ultimo sguardo anche alle libellule che sfidando il vento danno bella mostra di sé, riuscendo ad individuare l’Imperatore comune (Anax imperator), l’Imperatore minore (Anax parthenope), il Cardinale venerosse (Sympetrum fonscolobii) e la Frecciarossa (Crocothemis erythraea).

Anche oggi vogliamo concludere in bellezza e iniziamo a tornare indietro per fare l’ultimo giro nella Murgia Materna, in particolare sulla Gravina.

Arriviamo verso le 18.00, lasciamo l’auto e ci affacciamo sul grande canyon costellato da numerose grotte e cavità più o meno imponenti. Il posto è come sempre affascinante e ci regala le ultime chicche della giornata: la Cicogna nera (Ciconia nigra) che riposa in un angolo del torrente in fondo al canyon, Nibbi bruni (Milvus migrans) e reali, un Biancone in lontananza e un Passero solitario (Monticola solitarius). Gli ultimi a salutarci sono dei Codibugnoli (Aegithalos caudatus).

Anche questo secondo giorno è trascorso. Sono 56 le specie contattate e altri 10 “lifer” per il nostro soddisfatto cliente.

In totale abbiamo contattato 78 specie. Il viaggio del nostro birder continuerà in Sicilia e poi in Campania, ad attenderlo altre giornate in compagnia degli esperti zoologi di K’ Nature, pronti come sempre a dare il massimo!

Testo e foto di Vittoria d’Agostino

Grillaio. Foto di Cristiano Liuzzi.

CHECKLIST

  1. Germano reale (Anas platyrhynchos)
  2. Alzavola (Anas crecca)
  3. Mestolone (Spatula clypeata)
  4. Svasso piccolo (Podiceps nigricollis)
  5. Tuffetto (Tachybaptus ruficollis)
  6. Cormorano (Phalacrocorax carbo)
  7. Airone guardabuoi (Bubulcus ibis)
  8. Garzetta (Egretta garzetta)
  9. Airone bianco maggiore (Ardea alba)
  10. Airone cenerino (Ardea cinerea)
  11. Mignattaio (Plegadis falcinellus)
  12. Spatola (Platalea leucorodia)
  13. Cicogna nera (Ciconia nigra)
  14. Biancone (Circaetus gallicus)
  15. Nibbio bruno (Milvus migrans)
  16. Nibbio reale (Milvus milvus)
  17. Falco di palude (Circus aeruginosus)
  18. Albanella minore (Circus pygargus)
  19. Poiana (Buteo buteo)
  20. Sparviere (Accipiter nisus)
  21. Grillaio (Falco naumanni)
  22. Falco pellegrino (Falco peregrinus)
  23. Porciglione (Rallus aquaticus)
  24. Folaga (Fulica atra)
  25. Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus)
  26. Corriere grosso (Charadrius hiaticula)
  27. Corriere piccolo (Charadrius dubius)
  28. Pivieressa (Pluvialis squatarola)
  29. Piovanello pancianera (Calidris alpina)
  30. Gambecchio comune (Calidris minuta)
  31. Pantana (Tringa nebularia)
  32. Pettegola (Tringa totanus)
  33. Totano moro (Tringa erythropus)
  34. Piro piro boschereccio (Tringa glareola)
  35. Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos)
  36. Combattente (Philomachus pugnax)
  37. Chiurlo maggiore (Numenius arquata)
  38. Gabbiano comune (Chroicocephalus ridibundus)
  39. Gabbiano corallino (Ichtyaetus melanocephalus)
  40. Gabbiano reale (Larus michahellis)
  41. Piccione domestico (Columba livia var. domestica)
  42. Colombaccio (Columba palumbus)
  43. Tortora dal collare (Streptopelia decaocto)
  44. Civetta (Athene noctua)
  45. Rondone pallido (Apus pallidus)
  46. Ghiandaia marina (Coracias garrulus)
  47. Gruccione (Merops apiaster)
  48. Allodola (Alauda arvensis)
  49. Cappellaccia (Galerida cristata)
  50. Calandrella (Calandrella brachydactyla)
  51. Calandra (Melanocorypha calandra)
  52. Rondine (Hirundo rustica)
  53. Balestruccio (Delichon urbicum)
  54. Ballerina bianca (Motacilla alba)
  55. Cutrettola (Motacilla flava)
  56. Calandro (Anthus campestris)
  57. Culbianco (Oenanthe oenanthe)
  58. Monachella (Oenanthe hispanica)
  59. Passsero solitario (Monticola solitarius)
  60. Occhiocotto (Sylvia melanocephala)
  61. Sterpazzolina comune (Sylvia cantillans)
  62. Sterpazzola di Sardegna (Sylvia conspicillata)
  63. Usignolo di fiume (Cettia cetti)
  64. Beccamoschino (Cisticola juncidis)
  65. Codibugnolo (Aegithalos caudatus)
  66. Pendolino (Remiz pendulinus)
  67. Averla piccola (Lanius collurio)
  68. Averla capirossa (Lanius senator)
  69. Ghiandaia (Garrulus glandarius)
  70. Gazza (Pica pica)
  71. Taccola (Corvus monedula)
  72. Cornacchia grigia (Corvus cornix)
  73. Corvo imperiale (Corvus corax)
  74. Storno (Sturnus vulgaris)
  75. Passera d’Italia (Passer italiae)
  76. Passera sarda (Passer hispaniolensis)
  77. Cardellino (Carduelis carduelis)
  78. Strillozzo (Emberiza calandra)
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